Traiettorie: Biarritz - Trip Advisor
E’ terminato l’ultimo giorno (il decimo) di una prima e improvvisata “puntata” a Biarritz. L’occasione è buona per un primo, breve reportage di viaggio (con alcune foto annesse).
Come arrivare a Biarritz.
La programmazione del viaggio per arrivare a Biarritz è abbastanza semplice, soprattutto se si utilizzano Google e le sue funzioni di creazione di itinerari, che si sono rivelate assai precise nelle indicazioni e nei chilometraggi. I chilometri da percorrere sono circa 1.200.
Le possibilità che si prospettano al viaggiatore sono tre: l’automobile, il treno, l’aereo.
Il viaggio in automobile - la soluzione consigliabile a chi deve viaggiare con, al seguito, tavole da surf o da bodyboard, mute, giubbetti salvagenti o mountain bike - è molto poco problematico: è solamente lungo.
Nel caso il tempo a disposizione lo consenta, il viaggio di andata si può suddividere in tre tappe (con uno stop di due notti), fermandosi a dormire in luoghi bellissimi sulla strada (ad esempio Costa Azzurra e Provenza).
Il tragitto Milano - Biarritz è composto interamente da rete autostradale, tranne il breve tratto finale dove occorre uscire dall’autostrada per arrivare a destinazione.
Una sosta interessante può essere programmata a Nimes, Montpellier o Carcassonne, tre cittadine splendide.
L’itinerario, molto semplice, è: Milano, Genova, Ventimiglia, Nimes, Montpellier, Carcassonne, Tolosa e poi giù verso sud-ovest in direzione dei Paesi Baschi, con chiare indicazioni stradali per Pau, Bayonne, Biarritz e San Sebastian. L’unico punto del tragitto nel quale occorre prestare un po’ di attenzione alle segnaletiche è l’avvicinamento a Tolosa, dove occorre ritornare un po’ verso sud per poi prendere la direzione verso l’Oceano Atlantico.
Il viaggio in macchina, per il guidatore, è essenzialmente tranquillo: tutta autostrada, solitamente sgombra, con i guidatori dei camion molto disciplinati che occupano la corsia di destra.
Il costo complessivo dei pedaggi è attorno ai 50 euro: è opportuno avere a disposizione sempre della moneta (i pedaggi automatici, gestiti da un cestino di ferro all’ingresso del tratto a pagamento nel quale buttare le monete, sono, di solito, di 1,50 o 2,50 euro, non di più) o una carta di credito utilizzabile come sistema per il Fast Pay. I pedaggi più costosi, per i tratti più lunghi, utilizzano invece il ben noto sistema tagliandino da ritirare/casellante cui pagare.
L’ingresso in Francia consente di fare una prima conoscenza
degli autogrill francesi e dei confort previsti: non solo baguette e croissant
di prim’ordine, ma anche poltrone automatiche che fanno massaggi ai guidatori
stanchi e bagni degli autogrill con doccia.
Il panorama, durante il viaggio in macchina, è altalenante:
vi sono tantissimi tratti suggestivi e mozzafiato, soprattutto quando si attraversa
la Provenza, o il tratto finale sui Pirenei, e lunghissimi tratti noiosi,
soprattutto quando la strada evita la costa e procede all’interno del Paese.
Tantissimi i camion, che non creano, come si è detto, particolari problemi al
guidatore ma che possono impedire per lunghi tratti una visuale ottimale del
panorama. Desolante il panorama fuori Nizza/Montecarlo e per gran parte della
Costa Azzurra, dal momento che la strada attraversa gallerie e quartieri
industriali o periferici e offre soltanto occasionalmente la visione del mare.
L’idea di interrompere il viaggio verso Biarritz una o due
volte è ottima, in quanto consente di vedere panorami o cittadine stupende che
l’autostrada sfiora soltanto; occorre però fare molta attenzione ai cartelli
che indicano, poi, la direzione per riprendere l’autostrada, al fine di evitare
di girare per strade interne o di essere rallentati dal traffico locale.
Una volta arrivati a Biarritz in macchina, il centro è
abbastanza semplice da girare dopo aver compreso le direzioni delle rotonde e
dei sensi unici. Apposite macchinette permettono, con 10 euro, di ottenere un
tagliando per il parcheggio che ha validità per una settimana e che consente di
parcheggiare la macchina in tutte le aree di sosta all’aperto del centro di Biarritz
per sette giorni.
Biarritz è facilmente raggiungibile anche in treno via
Parigi, anche se occorre cambiare stazione una volta giunti alla Gare de Lyon
(i treni per Biarritz partono da Montparnasse). Da Milano l’ideale è prendere
il treno che parte più o meno alle 6e40 del mattino per poi prendere, da
Montparnasse, un treno verso le 13e30 che arriva a Biarritz alle 20. Nel caso
si volesse invece prendere il treno per Parigi delle 8e40, si perde la
coincidenza per Biarriz dell’una e occorre aspettare il treno delle 18, che
arriva a Biarritz verso mezzanotte. Il costo, sola andata, per persona è di
circa 190 euro. Si viaggia, comodi, in TGV, per circa 12 ore. Il tragitto in
treno via Nizza è invece più lungo e richiede un cambio a Bordeaux.
Anche in aereo occorre cambiare areoporto a Parigi. Vi sono
soluzioni low cost, tra le altre, di Easy Jet: il costo è inferiore ai 300 euro
andata e ritorno. La durata complessiva, cambi compresi, è di circa 5 ore (di
cui poco più di due di volo).
La cittadina
La cittadina è splendida. E’ un paese di mare, sull’Oceano, al confine con la Spagna (circa 30 km), che unisce il meglio della Francia, inclusi cortesia e raffinatezza, con la vitalità e i sapori della Spagna. L’architettura è molto bella e suggestiva, è già aveva fatto innamorare Napoleone III.
Biarritz è molto piccola, si gira tranquillamente a piedi, e
consiste essenzialmente in un centro, un lungomare molto articolato con diverse
spiagge e tante stradine e viuzze che si dipanano tra il centro e la spiaggia.
Il centro è un saliscendi continuo di vie, una piccola San
Francisco, molto vivace, pieno di negozi, di bar, ristoranti e altri servizi.
Le spiagge sono quattro, ognuna con caratteristiche proprie.
Vi è una spiaggia dei surfisti, una per bambini e famiglie, una che è una via
di mezzo e una spiaggia dedicata solo ai bagnanti e ai bodyboarder. Sono
rimasti da ammirare i palazzi dei tempi d’oro, quando vi soggiornavano i reali,
ora destinati ad alberghi di lusso (il palazzo che Napoleone III fece costruire
per la residenza estiva dell’Imperatrice Eugenia è ora un albergo mozzafiato) o
musei (ad esempio il museo del mare), il casinò con la splendida terrazza sul
mare, il museo della cioccolata e numerosi palazzi in stile art decò o belle
epoque.
La gente è simpatica: moltissimi turisti francesi e
spagnoli, tantissimi giovani, quasi tutti con il surf sottobraccio. Molte le
aree verdi: al centro vi sono i giardini pubblici, luogo di possibile relax
dopo pranzo. Pochissimi italiani.
La temperatura è ideale: nelle parti non colpite dal sole,
nei parchi e, soprattutto, verso le ore serali, si aggira tra i 24 e i 18
gradi, il clima è ventilato e poco umido.
Vita da spiaggia
Biarritz è famosa per le sue spiagge. In effetti, la vita di mare qui è bellissima, grazie anche all’Oceano e alla spiaggia di sabbia fine, nonché alla profondità del mare che degrada lentamente. La prima spiaggia che si incontra, nel lato destro di Biarritz guardando l’Oceano, è la spiaggia Miramare (la plage du Miramare). E’ una spiaggia piccolina, non attrezzata dove è vietato fare surf. Il bodyboard, invece, è controllato, nel senso che si può fare solo al di fuori delle aree di balneazione, indicate con bandiere blu. E’ una spiaggia controllatissima, con un posto di pronto intervento, un medico presente per tutto l’arco della giornata e ben quattro bagnini di salvataggio dalle 10 del mattino alle 19, due seduti su postazioni sopraelevate e due in spiaggia, muniti di fischietto, che mantengono l’ordine e sovente respingono qualche surfista che cerca di infiltrarsi nella zona. La spiaggia, dicevo, non è attrezzata: occorre procurarsi un ombrellone da piantare nella sabbia per creare un angolo di ombra, mentre vi sono nei dintorni sia negozi che noleggiano bodyboard o surf, mute, e altro, sia brasserie o chioschi per panini e bibite. Questa spiaggia è un’oasi di tranquillità: silenzio, niente cellulari, vi sono persone che riposano (ad esempio surfisti in attesa dell’onda, famigliole, coppiette, molti locali) e che ogni tanto vanno a tuffarsi tra le onde. Viene anche chiamata la spiaggia dell’Imperatrice perché è dove veniva ad accomodarsi l’imperatrice di Francia. Sulla spiaggia vengono praticati diversi sport: racchettoni come nella nostra Romagna e, soprattutto, rugby, sport locale per eccellenza (il team cittadino si è comportato bene in campionato ed è uno degli orgogli del posto). Occorre prestare particolare attenzione a bimbi tarchiatelli di tre/quattro anni che, con un pallone da rugby, si scambiano lanci, tra gli ombrelloni, a una velocità spaventosa. Non è neppure il caso di far notare ai genitori, soprattutto al padre, il mancato rispetto di disciplina da parte dei figlioletti, essendo il padre quasi sempre un ben piazzato ex giocatore di rugby. Per incidens: nel centro cittadino, vicino ai giardini pubblici, c’è un pub, tutto colorato di rosso, gestito da un ex rugbista. Cibo rude: uova fritte sopra ad un hamburger, patate fritte, insalate con formaggio fritto e fiumi di birra, e un bulldog bianco e nero che si aggira per il locale e fissa i tavoli per ottenere qualcosa da mangiare. In questa spiaggia le correnti, in mare, sono molto forti e portano al largo, e le onde rompono con molta violenza.
Se la prima spiaggia è pensata per una giornata tranquilla,
la vera vita di Biarritz è nella spiaggia principale, La Grande Plage, dove
convivono surfisti (nella spiaggia Miramare è assolutamente vietato fare surf)
e bagnanti, anche se ben divisi per zone. La Grande Plage ha dimensioni molto
maggiori, e per una parte è anche dotata di ombrelloni/tenda e lettini e, alle
spalle, di bar, ristoranti e del famoso negozio di surf Quicksilver, sede
della associazione dei boardriders locali. Vi è la possibilità di noleggio di
bodyboard, surf e mute (mentre i bagnanti della spiaggia Miramare per
noleggiare surf e bodyboard si devono allungare ai negozi di Rip Curl o di
Barland, a un centinaio di metri). La Grande Plage è molto più mondana e
caotica: ragazzini che percorrono tutto il lungo spiaggia in bicicletta in
impennata su una ruota schivando i turisti, surfisti, artisti di strada: è
piena di vita dalla mattina sino alla sera, con concerti ed eventi. Si tratta,
insomma, del cuore della cittadina.
La terza spiaggia (Le Port Vieux) è una piccola spiaggia
pensata per i bambini, molto soggetta però alle maree e raggiungibile grazie a
un sistema di scale, mentre la quarta spiaggia, la spiaggia dei Baschi (La côte
des Basques), è la suggestiva zona dedicata ai surfisti, dove si riuniscono la
maggior parte degli sportivi e dove ci sono quasi ogni giorni competizioni.
Tutte queste quattro spiaggie sono tra loro collegate: una
bellissima camminata, della durata di circa trenta minuti, permette di
attraversare tutte le spiagge e di arrivare, dall’altra parte, oltre la
spiaggia Miramare, al faro.
Le regole locali, in spiaggia, sono abbastanza semplici: i
bagnanti possono fare il bagno tranquillamente nell’area compresa tra grandi
bandiere blu. A destra e a sinistra delle bandiere blu vi sono altre zone per i
bodyboarder e i surfisti, anch’esse controllate e vigilate dal salvataggio. Non
è ammesso il windsurf.
L’acqua è fredda ma il bagno, nelle giornate di sole, si fa tranquillamente.
Sport
Biarritz è il luogo dove in Europa è nato il surf da onda. È il luogo di ritrovo di tanti surfisti europei, soprattutto inglesi. Tutto il paese ruota attorno al surf, con bellissimi negozi di abbigliamento e tavole, noleggi, librerie dedicate al surf con romanzi a tema e libri storici.
In realtà i mesi di luglio e agosto sono i meno consigliati
per il surf, sia per il mare tendenzialmente abbastanza calmo sia per il numero
di persone in acqua, che non consente di surfare tranquillamente a causa dei
frequenti rischi di collisioni soprattutto con i giovani e agguerriti locals.
Sono ottimi, i mesi estivi, per fare scuola di surf: le scuole hanno di solito
la loro area riservata di spiaggia e mare, vengono fatti gruppi di sei/otto
surfisti e le lezioni si svolgono in tranquillità. Molti surfisti, visto il
caos estivo di Biarritz, si spostano un po’ verso nord dove ci sono altre
spiagge interessanti per il surf.
Barland, che ha un negozietto a Biarritz e uno più grande a
Bayonne, è lo storico produttore di surf francesi, sin dal 1958. Fu il primo a
introdurre il surf in Francia, e crea tavole stupende che sono acquistate da
clienti di tutto il mondo. Il prezzo, questa estate, di una tavola Barland si
aggirava attorno ai 700 euro. La signora che gestisce il negozio di Biarritz è
molto disponibile, ha diverse tavole pronte per essere provate prima
dell’acquisto e può far arrivare da Bayonne altre tavole in prova a richiesta
del cliente per il giorno dopo. Le tavole vengono anche spedite in Italia (il
costo della spedizione mi è stato preventivato in circa 100 euro con corriere
diretto a Milano). Per il resto, le tavole in vendita nei negozi sono di marche
internazionali che si possono acquistare anche in Italia (ad esempio Bic,
Quicksilver, Al Merrick, ed hanno prezzi tendenzialmente alti). Vi è un vivace
mercato dell’usato, con tavole che costano tra i 250 e i 300 euro.
Un utilissimo calendario delle maree (marees) viene
distribuito gratuitamente in tutti i negozi di surf, per consentire al surfista
di conoscere i comportamenti dell’Oceano: distingue per giorni, orari e per
pleines mers o basses mers.
Altro sport molto praticato qui è il bodyboard, ovvero una
tavola da surf larga e corta da usare sdraiandocisi sopra, meglio se con le
pinne, al fine di surfare le onde con il corpo. Queste tavole ipertecnologiche
per il bodyboard vengono vendute in kit, con il laccetto da assicurare attorno
al polso per evitare che le onde le allontanino dal boarder caduto, pinne e
sacca, a un prezzo ra i 100 e i 120 euro, di marca Sniper o Pride.
Ovviamente possono anche essere noleggiate. Il bodyboard
sembra uno sport banale, ma le onde di Biarritz lo rendono una vera e propria
prova fisica, tanto che le scuole di surf prevedono anche lezioni affinchè lo
sportivo non si faccia male.
Esistono, infine, punti di noleggio di mountain bike per chi volesse fare i saliscendi di Biarritz in bicicletta. Per i più pigri, vi sono anche le bici elettriche, con un motorino che aiuta la pedalata quando si va in salita. Lo stesso ufficio del turismo, con una sede suggestiva in un bellissimo palazzo d’epoca, noleggia biciclette.
Cibo
A Biarritz si mangia molto bene. Si può optare per una cucina locale, una spagnola o varie cucine etniche, soprattutto messicane e italiane.
Le cozze (moules) sono il piatto più comune, di solito
servite con patate fritte a un prezzo che varia tra i 7 e i 9 euro. Il pesce in
ogni sua forma, le ostriche, la carne di vitello e maiale e la paella sono i
piatti tipicamente apprezzati dai turisti.
In particolare, nella zona di Biarritz più frequentata dai
surfisti molti ristoranti offrono paella pre-cotta in enormi padelle a pochi
euro (8), apprezzata dai palati non troppo esigenti ma non particolarmente
buona. Per gustare, invece, una paella cucinata al momento, occorre attendere
minimo 30 minuti o, in alcuni ristoranti, ordinarla con 24 ore di anticipo, a
costi che variano tra i 12 i 19 euro.
I dolci sono eccezionali: crêpes e variazioni delle stesse
(ad esempio le gaufres) cucinate in strada, gelaterie artigianali e, nei
mercatini, dolci di ogni tipo, compresi giganteschi beignet (i nostri "bomboloni")
e donuts. Sono molti i forni e le pasticcerie nei quali è possibile comprare
dolci a prezzi ragionevoli.
Il coperto e l’acqua “di rubinetto” sono gratis quasi
ovunque, mentre l’acqua naturale, come è costume in Francia, è molto costosa,
più della Coca Cola, del vino e della sangria (ottima nei ristoranti spagnoli,
scadente e annacquata nelle brasserie).
Un ristorante spagnolo molto celebre è El Callejon, in una traversa
di Place Clémenceau, in centro, con alle pareti schermi giganti che trasmettono
continuamente la corrida. Ottimi gli scampi alla piastra e la sangria.
Dormire
L’offerta è ampia, sia come hotel sia come appartamenti.
In alta stagione un hotel due stelle ha un prezzo, per la
camera doppia, che varia dai 68 ai 100 euro a seconda del tipo di camera. Anche
se la camera non è condizionata, la temperatura verso sera scende
improvvisamente e richiede di indossare un golf o una felpa; non c’è, quindi,
problema di caldo notturno, è sufficiente dormire con la finestra aperta. Il
centro, e la città in generale, sono molto piccoli, quindi quasi tutti gli
hotel in zona centrale sono comodi alle spiagge e ai servizi.
I prezzi delle case e i prodotti locali
A Biarritz c’è un mercato immobiliare molto vivace, e le agenzie immobiliari sono numerosissime. In luglio 2008 i prezzi di un monolocale/studio in centro, in un residence o in un condominio, di circa 30 mq è tra gli 80 e i 120mila euro. Un bilocale di 60mq sfiora i 200mila. Il prezzo è attorno ai 4mila euro al mq, con tantissima offerta.
I prodotti locali da acquistare sono le tavole da surf
Barland, i dolcetti Macaron, il cappello basco, l’attrezzatura per la pelota
basca
Da assaggiare sono la paella fatta al momento del bar
spagnolo Jean (celebre anche per gli aperitivi a base di ostriche e sangria),
le crepes e le gaufres con la nutella, le moules alla marinara, aglio e cipolla, del ristorante italiano Capri,
le millefoglie, i beignet, i macarons, moeulleux al cioccolato e i croissant delle pasticcerie, i tacos con maiale in
agrodolce (ananas grigliato e arancio) del ristorante Taco Mex.
Alcuni link:
La maison du lierre http://www.maisondulierre.com/
I macarons della maison Adam http://www.macarons-adam.com/
Il Quicksilver Boardriders club di Biarritz http://www.biarritz-boardriders.com/
Le tavole da surf Barland http://www.barland.fr/
La scuola di surf Plums http://www.touradour.com/shops/plums/gb/index.htm

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