Game Freak: la storia di UNO. Il barbiere, il becchino (pregiudicato) e il Live! di M$
A volte situazioni apparentemente piane celano storie, persone, drammi (e, perchè no, vicende giudiziarie…) davvero curiose.
Le premesse di questo post sono abbastanza banali: in periodo pre-natalizio (il periodo peggiore per la rottura di una console…) la mia Xbox 360 ha cessato improvvisamente di funzionare. L’ho sostituita con una Xbox 360 “nuda” (la versione senza hard disk, ho utilizzato quello precedente, fortunatamente rimasto sano…) che aveva però in omaggio, all’interno della confezione, un disco contenente semplici ma avvincenti giochi Arcade.
L’elenco di questi giochi comprende la versione elettronica di un celebre gioco di carte (per gli statunitensi IL gioco di carte) denominato UNO. Il gioco in questione ha già ricevuto, nel 2006, diversi riconoscimenti, tra cui il prestigioso “gioco live dell’anno” per la nota rivista Gamespot.
L’ho lanciato per puro caso (più “preso”, in quei tempi, da giochi un po’ più complessi e di nuova generazione, quali Call of Duty 4 e Skate per 360 e Uncharted Drake per Playstation 3) e mi è piaciuto. Poi pian piano è diventato entusiasmante, e dopo qualche nottata passata a giocare Live contro persone reali, e aver notato che ad ogni ora del giorno e della notte vi era sempre qualcuno, ai quattro angoli del mondo, pronto a giocare, mi sono incuriosito. Ho vagliato un po’ di "fonti" abbastanza attendibili (il libretto di “istruzioni” di UNO ancora presente sul sito della Mattel, l'attuale produttore, a questo link, alcune notizie di appassionati e persino una sentenza degli anni novanta) e… ho scoperto cose veramente interessanti…

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